Bounce/Rebound Vs Swing

TROVA LE DIFFERENZE

Semplicemente tradotte in italiano, bounce e rebound, sono due parole che hanno lo stesso significato - rimbalzo - ma nella danza e nel vocabolario Limón sono due azioni che possono essere differenziate. 

 

Trovo personalmente il bounce connesso al movimento di undercurve, quando il bacino cade sul posto, mentre il rebound connesso al movimento di overcurve, quando il bacino cade lontano ai lati. Ma il fondo è lo stesso. Tutto quello che ci serve sapere è che se stiamo rimbalzando (bouncing or rebounding) o siamo in un’azione di swing dobbiamo assicurarci di essere realmente in un movimento di caduta e recupero che ci guidi alla sospensione del peso.

 

Quindi siamo ancora legati all’idea di fall and recovery, ed è come se anche il rimbalzo fosse irregolare. Ma in che modo può esserci utile? Penso che l'utilità sta appunto nell’irregolarità e nel cambio di energia che aiuta lo spostamento repentino del corpo. La diffusione del peso scaricato attraverso il suolo è rapida ed è altrettanto rapido l’impulso muscolare utilizzato nel respingerlo.

 

Come possiamo differenziare swing e rimbalzo?

 

Una differenza potrebbe essere la direzione disegnata nello spazio dell'accelerazione e della decelerazione del peso. Mentre danziamo tracciamo linee nello spazio e, in un'oscillazione possiamo immaginare di abbandonare il nostro peso verso il suolo disegnando una linea curva, come una parabola, mentre in un rimbalzo il punto d’incontro delle linee col suolo forma un angolo. 

 

Come quando giochiamo con una palla e la lanciamo a terra o contro il muro, potrebbe rimbalzare rapidamente in qualsiasi direzione, mentre un movimento di swing ha un'architettura più sinuosa molto specifica.

 

La ricchezza del giocare con la caduta e il recupero, disegnare swing e rimbalzi nello spazio, è che le possibilità di creare qualità di movimento diventano infinite. Ed è grazie a seconda di quanto vogliamo cedere o meno alla gravità che possiamo cambiare dinamica. Esplorare la caduta e ricercare quella sincerità nel “sto davvero cadendo o no?” richiede un vero lasciarsi andare, richiede incertezza, vulnerabilità e un abbandono del controllo. Ed è poi soddisfacente ritrovarsi in quello stato dionisiaco per poi tornare a uno stato di compostezza apollinea.

Scritto da Matteo Mascolo.

Fonti: Le informazioni derivano dai miei personali percorsi di approfondimento intrapresi grazie ai programmi della Limón Dance Company a cui ho preso parte.