Matteo Mascolo, un danzatore innamorato di Lanzarote.

Intervista del giornale "Lancelot" di Arrecife, Lanzarote.  

 

15 Gennaio 2020.

Ha cominciato a danzare a 19 anni, molto più tardi del solito e, proprio per questo, mai avrebbe pensato di dedicarsi professionalmente alla danza. Però Matteo era predestinato a danzare. A Lanzarote ha trovato il suo posto nel mondo e da qui è in cerca di nuove sfide e nuove esperienze.

 

Matteo, hai iniziato a danzare a 19 anni. Che tipo di formazione hai avuto?

 

Iniziando a 19 anni ho avuto poco tempo a disposizione per la mia formazione, soprattutto perché appena ho iniziato a danzare non avrei mai pensato che un giorno sarebbe diventato il mio lavoro. Ho deciso di farlo come professione nel 2014 iniziando a studiare per un triennio nell’accademia M.A.S. Music, Art & Show di Milano, partecipando nel frattempo a tanti altri progetti e infine perfezionandomi a New York nel 2017 in un programma della Limón Dance Company.

 

Hai studiato tre mesi in un programma della Limón Dance Company a New York. Come è stata la tua esperienza?

 

Un’esperienza meravigliosa che mi ha profondamente segnato. Kathryn Alter è stata una figura molto importante per la mia formazione ed ha arricchito il mio bagaglio come danzatore aprendomi a tutti i concetti della Tecnica Humphrey/Limón, avevo una lezione di tecnica con lei sei giorni a settimana. Durante la settimana avevo anche lezioni di repertorio e di tecnica con altri danzatori della compagnia. Ho avuto la fortuna di prendere classi da Betty Jones e Fritz Ludin, che hanno vissuto al fianco di Humphrey e Limón, due danzatori che hanno contribuito a rivoluzionare la danza e le sue tecniche di movimento corporeo, è stato come entrare a fare parte di un libro sulla storia della Modern Dance. Durante il programma ci hanno fatto esibire più volte al Dance Theatre of Harlem, per non parlare di New York, una città che ti fa innamorare e dove i sogni prendono vita.

 

Le tue migliori qualità come danzatore? 

 

Sono sicuramente la qualità di movimento e la creatività. Come ogni danzatore, dedico ogni giorno molte ore al mio allenamento, prestando attenzione ai dettagli e alle possibilità del mio corpo. Allo stesso tempo dedico anche tempo alla mia creatività, non solo nella danza ma anche in generale nella vita quotidiana.

 

Cosa provi mentre danzi?  

 

Sento energia ripercorrere continuamente tutto il corpo, in quel momento posso essere qualsiasi cosa la mia immaginazione possa creare. È come se il corpo cercasse di dipingere un quadro e immerso tra i colori dipingesse un linguaggio di cui ancora non ha una completa conoscenza. Ogni volta che un movimento viene ripetuto non è mai uguale a prima e regala emozioni sempre diverse, può essere per l’intensità, per l’intenzione, per il luogo, per una persona differente che sta osservando e tanti altri motivi. 

 

Secondo te dove inizia l’arte?

 

Sicuramente inizia con il bisogno di esprimersi. Esprimersi è una necessità che nasce dentro ognuno di noi. La necessità di esprimersi è come un fiume in piena che può sfociare nell’arte e in ogni sua forma. Il confine d’inizio e di fine dell’arte è sconosciuto, sicuramente è molto sottile e ogni persona lo percepisce a modo suo. Nonostante questo bisogno, esprimiamo inconsciamente qualcosa in qualsiasi momento, in questo esatto momento anche voi, agli occhi di un’altra persona che vi osserva, state esprimendo qualcosa. I luoghi e gli oggetti che avete attorno raccontano una storia. È tutto nei dettagli. L’arte è negli occhi di chi osserva.

 

Attualmente vivi a Lanzarote. Cosa pensi di quest’isola?

 

Lanzarote è meravigliosa. È il posto perfetto che alimenta la mia creatività, ci sono molti posti naturali di una bellezza unica. L’aspetto che più mi colpisce di quest’isola sono le opere di César Manrique, è riuscito a mettere in risalto la bellezza di Lanzarote, riuscendo a creare quello che senza di lui forse non sarebbe mai potuto essere creato. Ho due posti preferiti; il primo è una spiaggia nascosta dove vado al tramonto per danzare, ci passo molto tempo perché mi aiuta a pensare e ad avere nuove idee, posso creare nuovi movimenti e riconnettermi con me stesso; il secondo è un teatro, ideato da Manrique in La Cueva de Los Verdes, è incastonato tra le rocce di un tunnel formato da un vulcano. Anche solo ammirare il palco è uno spettacolo.

 

Quali obiettivi hai a Lanzarote?

 

Sto muovendo i primi passi proponendo stage e corsi, in questo momento uno dei miei obiettivi è riuscire a trasmettere la mia passione per la danza su quest’isola. Sento che posso portare qualcosa di nuovo, ma soprattutto che anche Lanzarote può regalarmi qualcosa di nuovo.

 

Un consiglio per chi si sta avvicinando alla danza?

 

Il primo passo da fare è cercare i propri limiti e il secondo passo è spostare quei limiti sempre un po’ più in la. Ma questo oltre la danza credo che valga per tutto.

 

Ti piace anche scrivere, salutaci con la tua frase preferita sulla danza che hai scritto.

 

Come scintille colorate i pensieri esplodevano in varie direzioni, potevo vedere scorrere davanti agli occhi figure, suoni e immagini, stavo danzando e senza un ordine ben preciso i movimenti prendevano forma.

 
 
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